Anoressia e bulimia

ANORESSIA E BULIMIA

L’alimentazione è una delle attività umane ad essere influenzata da numerosi elementi di carattere emotivo, sociale, religioso e ideologico. Occorre inoltre sottolineare che, se da un lato esistono individui in molte zone del mondo che soffrono ancora le carestie alimentari, dall’altro abbiamo assistito, in particolare nel mondo occidentale, alla comparsa di disturbi e problemi legati agli eccessi alimentari o a scorrette modalità di assunzione del cibo.

I principali disturbi alimentari sono:

L’anoressia e la bulimia hanno cause estremamente complesse, ragione per la quale non è possibile farne un elenco chiaro ed esaustivo. Basti sapere che nell’eziologica di questi tipi di disturbi entrano in gioco, interagendo fra loro, influenze e variabili di carattere sociale, socio-culturale, familiare e naturalmente personale, ma esse possono essere identificate ed elaborate solo nel contesto di un lavoro psicoterapeutico.

A questo proposito, quest’ultimo dovrebbe mirare ad ottenere i seguenti obiettivi a lungo termine:

  • ripristinare un sistema alimentare normale ed un peso corporeo adeguato, attraverso l’assunzione di cibi nutrienti senza che questa sia seguita da condotte di eliminazione del cibo;
  • incrementare l’autostima personale e consapevolizzare il ruolo che le pressioni sociali alla dieta esercitano su se stessi;
  • ridefinire e riscrivere il proprio Sè, la cui accettazione non dipenda dal peso, dalla taglia e dalla forma;
  • ristrutturare il sistema di valori e di credenze che hanno contribuito allo sviluppo della malattia.

Occorre infine sottolineare che, trattandosi di disturbi che coinvolgono in modo importante non solo la sfera emotiva ma anche e soprattutto la sfera fisiologica, è necessario affidarsi anche alle cure di un medico specialista che si prenda in carico, per gli aspetti che gli competono, lo stato di salute del paziente. Il lavoro in equipe offre risultati sicuramente più soddisfacenti.

ANORESSIA

L’alimentazione è una delle attività umane ad essere influenzata da numerosi elementi di carattere emotivo, sociale, religioso e ideologico.

Fra i principali disturbi troviamo l’Anoressia. Condizione caratterizzata da una grave riduzione dell’alimentazione che, se non riconosciuta e curata in tempo, può condurre a cachessia (deperimento organico con deterioramento di tutte le funzioni metaboliche) e a morte.

Si tratta di un disturbo che colpisce prevalentemente donne in età giovanile, le quali presentano alcune caratteristiche comuni: buon livello intellettivo, perfezionismo, impegno in varie attività, difficile rapporto con la propria fisicità e sessualità, bassa autostima. Nella storie di questi individui è spesso presente un passato infantile-adolescenziale di sovrappeso più o meno importante che segna l’inizio delle prime privazioni alimentari: diminuzione delle quantità di cibo, assunzione di cibo lontano dallo sguardo altrui, riduzione in piccoli pezzi degli alimenti e loro occultamento. Assieme a questi comportamenti, se ne accompagnano altri finalizzati alla riduzione del peso come vomito autoindotto, uso di lassativi, clisteri e vigorosa attività fisica. Dal punto di vista emotivo, è probabile riscontrare nei soggetti anoressici stati di ansia, di depressione e comportamenti compulsivi. Il corpo e il peso diventano un’ossessione, la paura di ingrassare rappresenta un tormento quotidiano logorante, nel fisico e nell’anima, difficile da sconfiggere. I comportamenti alimentari disfunzionali accompagnati da uno stato emotivo complesso e articolato sono la cause di numerosi sintomi fisici tipici dell’anoressia conclamata, che possono mettere a rischio la vita stessa dell’individuo che ne è affetto: magrezza eccessiva, bradicardia, debolezza di unghie e capelli, osteopenia (riduzione della massa ossea), alopecia (perdita di capelli), ritardi mestruali e amenorrea (ritardo di almeno tre cicli mestruali consecutivi), ipotensione, pelle secca, aspetto generalmente debilitato.

L’anoressia ha cause estremamente complesse, in cui entrano in gioco, interagendo fra loro, influenze e variabili di carattere sociale, socio-culturale, familiare e naturalmente personale che possono essere identificate ed elaborate solo nel contesto di un lavoro psicoterapeutico. Quest’ultimo dovrebbe mirare ad ottenere i seguenti obiettivi a lungo termine:

  • ripristinare un sistema alimentare normale ed un peso corporeo adeguato, attraverso l’assunzione di cibi nutrienti senza che questa sia seguita da condotte di eliminazione del cibo;
  • incrementare l’autostima personale e consapevolizzare il ruolo che le pressioni sociali alla dieta esercitano su se stessi;
  • ridefinire e riscrivere il proprio Sè, la cui accettazione non dipenda dal peso, dalla taglia e dalla forma;
  • ristrutturare il sistema di valori e di credenze che hanno contribuito allo sviluppo della malattia.

Occorre infine sottolineare che, trattandosi di disturbi che coinvolgono in modo importante non solo la sfera emotiva ma anche e soprattutto la sfera fisiologica, è necessario affidarsi anche alle cure di un medico specialista che si prenda in carico, per gli aspetti che gli competono, lo stato di salute del paziente. Il lavoro in equipe offre risultati sicuramente più soddisfacenti.

BULIMIA

L’alimentazione è una delle attività umane ad essere influenzata da numerosi elementi di carattere emotivo, sociale, religioso e ideologico. Fra i principali disturbi alimentari troviamo la Bulimia, un disturbo caratterizzato dalla ingestione in breve tempo di consistenti quantità di cibo e da conseguenti comportamenti di compenso come l’induzione di vomito, l’uso di lassativi e un’attività fisica intensa. L’episodio bulimico è scatenato non dal desiderio di mangiare un certo alimento (golosità) ma dall’atteggiamento compulsivo con cui il cibo è ingerito. Anche in questo caso, come in quello dell’anoressia, l’insorgenza avviene in età pre-adolescenziale/adolescenziale soprattutto nelle donne. I suddetti comportamenti alimentari disfunzionali sono spesso accompagnati da stati di ansia, depressione e solitudine, oltre che da sensi di colpa e vergogna per le azioni compensatorie messe in atto per riparare alle precedenti abbuffate.

La diagnosi di bulimia è meno immediata rispetto a quella dell’anoressia, soprattutto per l’assenza di eccessiva magrezza legata a privazioni continuative e persistenti di cibo. Ciononostante i sintomi costituiscono un pericolo per l’individuo colpito dal disturbo: disidratazione, edemi (gonfiore di braccia e gambe), ipertrofia delle ghiandole salivari, piaghe, cicatrici, vertigini, spasmi e tic, debolezza ed apatia, aritmie, erosioni dentali, carie, mal di gola e raucedine, irregolarità mestruali, squilibri nel canale intestinale, ansia, sintomi depressivi.

L’anoressia e la bulimia hanno cause estremamente complesse, dove entrano in gioco, interagendo fra loro, influenze e variabili di carattere sociale, socio-culturale, familiare e naturalmente personale, ma esse possono essere identificate ed elaborate solo nel contesto di un lavoro psicoterapeutico. Quest’ultimo dovrebbe mirare ad ottenere i seguenti obiettivi a lungo termine:

  • ripristinare un sistema alimentare normale ed un peso corporeo adeguato, attraverso l’assunzione di cibi nutrienti senza che questa sia seguita da condotte di eliminazione del cibo;
  • incrementare l’autostima personale e consapevolizzare il ruolo che le pressioni sociali alla dieta esercitano su se stessi;
  • ridefinire e riscrivere il proprio Sè, la cui accettazione non dipenda dal peso, dalla taglia e dalla forma;
  • ristrutturare il sistema di valori e di credenze che hanno contribuito allo sviluppo della malattia.

Occorre infine sottolineare che, trattandosi di disturbi che coinvolgono in modo importante non solo la sfera emotiva ma anche e soprattutto la sfera fisiologica, è necessario affidarsi anche alle cure di un medico specialista che si prenda in carico, per gli aspetti che gli competono, lo stato di salute del paziente. Il lavoro in equipe offre risultati sicuramente più soddisfacenti.

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